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		<title>Kudalaut News</title>
		<link>http://www.kudalaut.com/moduli/news/site/index.php</link>
		<description>News</description>
		<category>Kudalaut News</category>
					<item>
				<title>Documentari 6 - Tsunami</title>
				<description>Tsunami &amp;egrave; un documentario girato 2 mesi dopo l&amp;#39;evento del Natale 2004, all&amp;#39;isola di Simeulue, il punto pi&amp;ugrave; viciono all&amp;#39;epicentro del terremoto. Riferito a un momento storico in particolare, con immagini mai viste in precedenza.


</description>
				<link>http://www.kudalaut.com/moduli/news/site/news_dett.php?idn=19</link>
				<category>Kudalaut News</category>
				<pubDate>02/05/2012</pubDate>
				<author>info@kudalaut.com</author>
			</item>
						<item>
				<title>Documentari 5 - SOS ippocampo</title>
				<description>Ecco il quarto documentario della serie edge of reef. Un approccio particolare, per descrivere le nuove scoperte e contemporaneamente denunciare lo sfruttamento eccessivo.


</description>
				<link>http://www.kudalaut.com/moduli/news/site/news_dett.php?idn=18</link>
				<category>Kudalaut News</category>
				<pubDate>17/04/2012</pubDate>
				<author>info@kudalaut.com</author>
			</item>
						<item>
				<title>Un mare di fotografie</title>
				<description>Un mare di fotografie

Scubazone,&amp;nbsp;sponsor principale dell&amp;#39;evento,&amp;nbsp;si propone anche di diffondere la cultura subacquea, e questo pu&amp;ograve; essere fatto attraverso la creazione ed il patrocinio di eventi in varie localit&amp;agrave;. Il primo di questi eventi che proponiamo, col titolo &amp;ldquo;un mare di fotografie&amp;rdquo;, &amp;egrave; una serie di serate e di giornate di immersione in giro per l&amp;rsquo;Italia, con la partecipazione di Steven Weinberg, biologo e scrittore Olandese, e di Massimo Boyer.&amp;nbsp;
&amp;nbsp;
Steven Weinberg, nato in Olanda nel 1946, &amp;egrave; biologo marino specializzato nello studio degli ottocoralli mediterranei e in metodi di ricerca subacquea. Come scrittore e fotografo &amp;egrave; autore di 400 articoli su riviste internazionali e di 15 libri. Le sue guide sulla vita nelle acque sono popolarissime in Francia, Olanda e Germania. Attualmente sta lavorando a una riedizione, della sua prima, famosa opera:&amp;nbsp;D&amp;eacute;couvrir la Mediterran&amp;eacute;e. Sito web:&amp;nbsp;www.weinberg.lu
&amp;nbsp;
Massimo Boyer, nato a Pinerolo nel 1961, vive tra la Liguria e l&amp;rsquo;Indonesia. Come biologo marino, collabora a progetti di ricerca&amp;nbsp; e didattica con vari enti e con l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; Politecnica delle Marche. Come scrittore e fotografo &amp;egrave; autore di oltre 200 articoli su riviste. Il suo libro Atlante di Flora e Fauna del Reef, edito da il Castello, &amp;egrave; uscito nel 2011. Dirige il ramo viaggi subacquei di Kudalaut viaggi. Sito web:&amp;nbsp;www.kudalaut.eu
&amp;nbsp;
Steven Weinberg&amp;nbsp;e&amp;nbsp;Massimo Boyer&amp;nbsp;saranno in giro per le coste Italiane dal 26 giugno al 16 luglio 2012, toccando varie localit&amp;agrave;, dove si appoggeranno a un diving center locale per le esplorazioni dei fondali. Lo scopo principale, per Steven, &amp;egrave; di raccogliere fotografie della vita sommersa mediterranea per una riedizione completa della sua famosa guida.
Durante la loro permanenza nelle diverse localit&amp;agrave; i due biologi e fotografi sono disponibili per incontrarsi con i subacquei presenti, per scambiare opinioni, consigli, per illustrare la loro ricerca di soggetti.

Inoltre, in ognuna delle localit&amp;agrave; visitate,&amp;nbsp;Steven Weinberg&amp;nbsp;e&amp;nbsp;Massimo Boyer&amp;nbsp;racconteranno le loro fotografie, appartenenti al passato o appena scattate, in una serata aperta a tutti di immagini, di biologia marina, di curiosit&amp;agrave; e aneddoti sulla vita nel mare. Lo sforzo della fotografia naturalistica subacquea di riprodurre la realt&amp;agrave; filtrato attraverso l&amp;rsquo;occhio, la sensibilit&amp;agrave;, le intenzioni del fotografo e del biologo.
Un evento dedicato ai fotografi, ai subacquei, a tutti i curiosi della vita sotto le onde, che potranno partecipare iscrivendosi alle attivit&amp;agrave; del diving center di appoggio o (se sono in zona) prendendo parte alla serata.



&amp;nbsp;Il&amp;nbsp;Pianeta Azzurro, che sostiene l&amp;#39;evento, &amp;egrave; un progetto di educazione ambientale focalizzato sui temi dell&amp;#39;acqua come risorsa. Oltre a curare concorsi, mostre e numerose proposte didattiche, fa comunicazione come inserto della rivista .eco

Tutte le informazioni, il calendario dell&amp;#39;evento, la locandina, sono alla sezione eventi.
&amp;nbsp;</description>
				<link>http://www.kudalaut.com/moduli/news/site/news_dett.php?idn=17</link>
				<category>Kudalaut News</category>
				<pubDate>12/04/2012</pubDate>
				<author>info@kudalaut.com</author>
			</item>
						<item>
				<title>SCUBAZONE N. 2</title>
				<description>Il numero 2 di Scubazone &amp;egrave; disponibile qui:



Potete decidere se scaricarlo e salvarlo nella memoria del vostro PC o tablet, e rileggerlo con calma, o sfogliarlo on line.
Anche in questo numero contenuti scritti dai migliori specialisti del settore, magnifiche immagini, e tutto gratuito. Se la rivista vi piace, aiutateci a farla conoscere.


</description>
				<link>http://www.kudalaut.com/moduli/news/site/news_dett.php?idn=16</link>
				<category>Kudalaut News</category>
				<pubDate>11/04/2012</pubDate>
				<author>info@kudalaut.com</author>
			</item>
						<item>
				<title>Documentari 4 - Coltivare il mare</title>
				<description>Com&amp;#39;&amp;egrave; strano coltivare il mare &amp;egrave; la storia di un progetto innovativo e romantico, realizzato qualche anno fa in Indonesia. Guardatelo nel racconto di Gian Maria Mazza e Massimo Boyer


</description>
				<link>http://www.kudalaut.com/moduli/news/site/news_dett.php?idn=15</link>
				<category>Kudalaut News</category>
				<pubDate>06/03/2012</pubDate>
				<author>info@kudalaut.com</author>
			</item>
						<item>
				<title>Documentari 3 - Dillo con un colore.</title>
				<description>Ecco il terzo documentario della serie life at the edge of reef, sulle strategie evolutive che implicano l&amp;#39;uso del colore come mezzo di comunicazione.&amp;nbsp;
Anche questo &amp;egrave; diviso in due parti:

Prima parte.
&amp;amp;lt;br /&amp;amp;gt; &amp;amp;lt;br /&amp;amp;gt; &amp;amp;lt;br /&amp;amp;gt;



Seconda parte:



</description>
				<link>http://www.kudalaut.com/moduli/news/site/news_dett.php?idn=14</link>
				<category>Kudalaut News</category>
				<pubDate>26/02/2012</pubDate>
				<author>info@kudalaut.com</author>
			</item>
						<item>
				<title>Documentari 2 - Inganno</title>
				<description>Ecco un secondo documentario della serie Life at the Edge of Reef. Inganno racconta di quelle strategie evolutive basate sul mimetismo, sull&amp;#39;assomigliare a qualcos&amp;#39;altro...

In due parti:

&amp;nbsp;Parte prima:&amp;amp;lt;br /&amp;amp;gt; &amp;amp;lt;br /&amp;amp;gt; &amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;gt;

Parte seconda:&amp;amp;lt;br /&amp;amp;gt; &amp;amp;lt;br /&amp;amp;gt; &amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;gt;

Buona visione...</description>
				<link>http://www.kudalaut.com/moduli/news/site/news_dett.php?idn=13</link>
				<category>Kudalaut News</category>
				<pubDate>15/02/2012</pubDate>
				<author>info@kudalaut.com</author>
			</item>
						<item>
				<title>SCUBAZONE N.1</title>
				<description>Molte riviste del settore sub (e non solo) su carta hanno chiuso o versano in cattive acque. Aggiungo &amp;ldquo;purtroppo&amp;rdquo;, con una punta di nostalgia che denota la mia appartenenza a quella generazione di subacquei cresciuta guardando in TV bianco e nero le immagini dei documentari di Cousteau, e abituata al suono, all&amp;rsquo;odore, soprattutto a sensazioni tattili e visive che solo la carta trasmette.

Voltiamo pagina, non mi piace piangere sul passato. Il presente e il futuro della comunicazione &amp;egrave; qui davanti ai vostri occhi (in questo preciso momento, intendo), e anche la rivista cambia per adattarsi a un nuovo modo di comunicare.
Ed &amp;egrave; quello che un manipolo di valorosi appassionati (ai quali mi pregio di appartenere) sta facendo con SCUBAZONE, la nuova rivista in formato elettronico (e-magazine, o magazone) nata dal gruppo di Scubaportal.
Il primo numero, scaricabile per leggerlo con calma sullo schermo del computer domestico o su tablet vari, o leggibile direttamente in streaming con effetto pagina sfogliata, &amp;egrave; disponibile on line, potete raggiungerlo cliccando sull&amp;rsquo;immagine della copertina.



Lasciatemi dire la mia, siete padroni di leggere o di passare oltre se vi ho annoiato (ma non di appallottolare il foglio&amp;hellip;): la rivista &amp;egrave; bella, piacevole da leggere, interessante per i contenuti, alternati in modo sapiente tra dotti e leggeri. La grafica &amp;egrave; ottima. La strada &amp;egrave; segnata. La sfida ora &amp;egrave; quella di reggere al confronto con il tempo, facendosi portavoce di un evoluzione, che non deve rinnegare il passato ma deve farne tesoro per migliorarsi.

La mia speranza &amp;egrave; di avere la possibilit&amp;agrave;, la forza e le condizioni per contribuire a fare di SCUBAZONE qualcosa che cambi, per essere sempre al passo con i tempi e contemporaneamente per dare a tutti i subacquei l&amp;rsquo;informazione giusta. E per crescere in modo interattivo, secondo i nuovi principi della comunicazione sociale.

Insomma, consiglio decisamente a tutti di leggere SCUBAZONE n.1, di scriverci pareri e critiche sul blog, e di aspettare SCUBAZONE n.2 che sar&amp;agrave; anche meglio!

Se questo articolo vi &amp;egrave; piaciuto, cliccate su &amp;quot;mi piace&amp;quot; qui a sinistra... fa sempre parte delle regole della nuova comunicazione!

Massimo Boyer</description>
				<link>http://www.kudalaut.com/moduli/news/site/news_dett.php?idn=12</link>
				<category>Kudalaut News</category>
				<pubDate>12/02/2012</pubDate>
				<author>info@kudalaut.com</author>
			</item>
						<item>
				<title>Documentari 1: Simbiosi, Vivere assieme</title>
				<description>Di seguito il primo di una serie di documentari sulla vita nei mari dell&amp;#39;Indonesia e non solo, per informarsi divertendosi.

&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;gt;</description>
				<link>http://www.kudalaut.com/moduli/news/site/news_dett.php?idn=10</link>
				<category>Kudalaut News</category>
				<pubDate>08/02/2012</pubDate>
				<author>info@kudalaut.com</author>
			</item>
						<item>
				<title>Aurora - crociere sub in Indonesia - VIDEO</title>
				<description>In uno spot eccitante, le destinazioni delle crociere di Aurora nell&amp;#39;Indonesia orientale.&amp;amp;lt;br /&amp;amp;gt; &amp;amp;lt;br /&amp;amp;gt; &amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;gt;</description>
				<link>http://www.kudalaut.com/moduli/news/site/news_dett.php?idn=11</link>
				<category>Kudalaut News</category>
				<pubDate>08/02/2012</pubDate>
				<author>info@kudalaut.com</author>
			</item>
						<item>
				<title>EUDI 2012</title>
				<description>Kudalaut viaggi sar&amp;agrave; presente all&amp;#39;EUDI Show,&amp;nbsp;Fiera di Milano/Rho - dal 16 al 19 Febbraio 2012.&amp;nbsp;Abbiamo pronte nuove proposte e un simpatico omaggio per tutti i nostri amici. Non abbiamo uno stand, saremo spesso reperibili presso Scubaportal (B10), dove tra l&amp;#39;altro Massimo Boyer presenter&amp;agrave; il suo libro Atlante di Flora e Fauna del Reef nei seguenti orari:&amp;nbsp;

Venerd&amp;igrave; 17 alle ore 16.30,&amp;nbsp;
Sabato 18 alle ore 11 e alle 16.30&amp;nbsp;
Domenica 19 alle ore 11&amp;nbsp;

Se volete contattarci in un orario diverso e non ci vedete in giro, trovate i nostri numeri di telefono alla sezione contatti.

Arrivederci a Milano per tutti quelli che vorranno venire.</description>
				<link>http://www.kudalaut.com/moduli/news/site/news_dett.php?idn=7</link>
				<category>Kudalaut News</category>
				<pubDate>02/02/2012</pubDate>
				<author>info@kudalaut.com</author>
			</item>
						<item>
				<title>Crociera alla Cenderawasih Bay</title>
				<description>Crociera alla Cenderawasih Bay
foto e testo di Massimo Boyer
Articolo pubblicato su Scubaportal
Il mondo del turismo subacqueo &amp;egrave; sempre alla ricerca di novit&amp;agrave;. Sotto questo punto di vista il programma che Aurora ha proposto come crociera esplorativa a dicembre 2011 e che riproporr&amp;agrave; in grande stile dal 15 dicembre 2012 al 18 febbraio 2013 rappresenta una novit&amp;agrave; a 5 stelle. Andiamo con ordine:



Dove: Cenderawasih &amp;egrave; il nome indonesiano dell&amp;rsquo;uccello del paradiso, uno dei simboli della Papua. La Papua Indonesiana, Papua Barat (ovest), gi&amp;agrave; conosciuta con il vecchio nome di Irian Jaya, &amp;egrave; la pi&amp;ugrave; orientale delle grandi isole dell&amp;rsquo;Indonesia, poco popolata, con ambienti terrestri e marini quasi vergini. A est della ormai nota area protetta di Raja Ampat, la linea di costa forma una grande baia aperta a nord, appunto la baia di Cenderawasih. Manokwari, servita regolarmente da voli di linea affidabili, &amp;egrave; il punto di partenza ideale per le crociere che dirigono a sud, verso la parte pi&amp;ugrave; interna della baia, la cui parte occidentale (1,5 milioni di ettari) &amp;egrave; area marina protetta dal 2002.



Perch&amp;eacute;: La baia di Cenderawasih ha avuto, durante la sua storia geologica recente, due momenti (tra 14 e 10 milioni di anni fa e di nuovo tra 5 e 3 milioni di anni fa&amp;hellip; in termini geologici sono tempi recenti!) in cui movimenti tettonici e variazioni del livello marino, l&amp;rsquo;hanno completamente isolata dal resto degli oceani. Una grande baia che resta in isolamento diventa un laboratorio dell&amp;rsquo;evoluzione. Alcune delle specie presenti si sono estinte, altre, isolate dalle popolazioni esterne, si sono evolute seguendo percorsi diversi, che hanno portato alla comparsa di nuove specie. Come conseguenza, attualmente la zona di Cenderawasih, ancora poco studiata, ha una grande quantit&amp;agrave; di specie e di forme endemiche, che vivono soltanto qui.



Ma il fenomeno pi&amp;ugrave; interessante per il turista &amp;egrave; la strana relazione che si &amp;egrave; stabilita in tempi molto pi&amp;ugrave; recenti tra i pescatori che vivono su stazioni di pesca galleggianti (nome locale: bagan) e gli squali balena. Questi ultimi, ritenuti portafortuna e responsabili di pescate abbondanti, vengono nutriti con lanci di pesce dall&amp;rsquo;alto dei bagan e non se ne allontanano mai. L&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; unica &amp;egrave; quella di immergersi (o di stare in snorkeling) attorno alle strutture galleggianti, osservando i placidi giganti che in continuazione si avvicinano per raccogliere il tributo versato dalle mani dei pescatori direttamente nelle loro enormi bocche. Gli squali balena non sono per nulla turbati dalla presenza dei sub, anzi&amp;hellip; se la mattinata &amp;egrave; dedicata al pasto, e l&amp;rsquo;avvicinamento alle strutture &amp;egrave; motivato dall&amp;rsquo;offerta di cibo, al pomeriggio, quando il carosello continuava senza offerta di cibo, abbiamo pi&amp;ugrave; volte avuto l&amp;rsquo;impressione che il pretesto fosse ormai solo una specie di gioco. Ovviamente questo non ci libera dal dovere di mantenere un atteggiamento di grande rispetto e di evitare i contatti intenzionali: ricordiamo sempre che siamo al cospetto di un animale selvaggio, che ci fa il favore di avvicinarci ma non gradirebbe averci addosso, doverci trainare o altro.



Quando: Sempre, perch&amp;eacute; gli squali balena sono presenti tutto l&amp;rsquo;anno, molto probabilmente con delle popolazioni residenti. Il programma con crociera a bordo della nave Aurora si concentra nei mesi da dicembre a febbraio, che corrispondono in questa parte del mondo alla stagione meno piovosa e con il mare pi&amp;ugrave; calmo, il periodo migliore per le crociere.



Come: Nella zona esiste anche un resort, molto semplice, ma la crociera su Aurora resta il sistema pi&amp;ugrave; comodo per chi non sappia rinunciare ai comfort di base e abbia piacere di svegliarsi al mattino direttamente sul posto, senza lunghi e noiosi trasferimenti. Le immersioni ai bagan si svolgono secondo un sistema di open deck, immersioni illimitate con sistema di coppia, i gommoni sempre a disposizione per assistere i sub. Agli squali balena sono dedicati 2-3 giornate intere.



Con chi: Kudalaut viaggi organizza il viaggio a Cenderawasih, proponendo anche un&amp;rsquo;estensione in resort a Raja Ampat a beneficio di chi voglia approfittare di uno spostamento dall&amp;rsquo;altra parte del mondo per vedere il pi&amp;ugrave; possibile di un&amp;rsquo;area che giustamente i pi&amp;ugrave; considerano l&amp;rsquo;ultima frontiera del turismo subacqueo.&amp;nbsp;

Tutte le foto sono qui.</description>
				<link>http://www.kudalaut.com/moduli/news/site/news_dett.php?idn=8</link>
				<category>Kudalaut News</category>
				<pubDate>02/02/2012</pubDate>
				<author>info@kudalaut.com</author>
			</item>
						<item>
				<title>Buon 2012</title>
				<description>Massimo e Francesca augurano a tutti un felice 2012
</description>
				<link>http://www.kudalaut.com/moduli/news/site/news_dett.php?idn=6</link>
				<category>Kudalaut News</category>
				<pubDate>31/12/2011</pubDate>
				<author>info@kudalaut.com</author>
			</item>
						<item>
				<title>Esce l'Atlante di Flora e Fauna del Reef</title>
				<description>E&amp;#39; uscito il libro di Massimo Boyer, Atlante di Flora e Fauna del Reef, edito da . Finalmente disponibile un&amp;#39;opera in Italiano che spiega l&amp;#39;ecologia e le dinamiche di un complesso ecosistema con un linguaggio semplice e chiaro. L&amp;#39;opera si rivolge principalmente ai subacquei, ma anche agli snorkelers e ai curiosi dell&amp;#39;ambiente in genere. Non fa riferimento a un&amp;#39;area geografica particolare, ma fornisce informazioni utili a comprendere i reef di tutto il mondo.&amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;gt;

Il reef: quella affascinante comunit&amp;agrave; biologica che contorna le terre comprese nella fascia tropicale, in cui gli animali, gran protagonisti, si permettono di modificare in continuazione il paesaggio sommerso. Aggiungendo qui, togliendo l&amp;igrave;, senza seguire un progetto apparente, primitivi invertebrati con la collaborazione dei pesci realizzano un prodotto ineguagliabile, che sostiene da solo l&amp;rsquo;economia di intere classi sociali umane nei paesi interessati dando loro cibo, proteggendo le spiagge e le coste dall&amp;rsquo;erosione, garantendo una buona fetta di turismo. Moltissimi sono ogni anno sono i sub (e non solo) che si muovono dalle loro fredde citt&amp;agrave; e spendono fior di quattrini per visitarlo. E se ne capisce la ragione. Ormai l&amp;rsquo;impatto dell&amp;rsquo;uomo si fa sentire in modo pressante anche sott&amp;rsquo;acqua, ormai pochissimi sono gli ambienti che possiamo considerare vergini, ma tuttavia anche un reef sottoposto a un moderato impatto umano &amp;egrave; pur sempre un ambiente ricchissimo di forme di vita e di diversit&amp;agrave; biologica, dove in poco tempo e con poco sforzo siamo in grado di osservare decine, centinaia di forme di vita diverse, le pi&amp;ugrave; strane, le pi&amp;ugrave; belle.

Una comunit&amp;agrave; biologica marina tropicale &amp;egrave; fondamentalmente simile, che siamo a Cuba, alle Maldive o alle Fiji, negli oceani Atlantico, Indiano o Pacifico. Cambiano alcune caratteristiche, cambia la diversit&amp;agrave;, cambiano i nomi specifici dei protagonisti, ma la struttura di base, la composizione in gruppi sistematici e funzionali, lo spettacolo offerto al fortunato spettatore, bene o male cambiano poco. Per meglio dire, le differenze sono qualcosa che possiamo comprendere appieno solo dopo aver compreso le somiglianze, dopo aver capito come funziona il modello di base. Le parole chiave per capirne il funzionamento sono diversit&amp;agrave; e interazioni, la diversit&amp;agrave; di specie presenti in questi ambienti e il complesso reticolo di interazioni che le collega sono ci&amp;ograve; che rende un reef, in qualunque parte del mondo, un luogo cos&amp;igrave; speciale.

In una lunga immersione virtuale, con le foto e il commento di Massimo Boyer, andiamo a esplorare il reef, cercando di capire come e dove ha avuto origine, come si sostiene grazie soprattutto a una complessa rete di interazioni, da dove nascono le differenza tra i reef attuali e come si evolveranno nel prossimo futuro. L&amp;rsquo;osservazione dei diversi fenomeni fotografati ci aiuta a capire come funziona questo mondo a parte, che ruolo hanno i suoi protagonisti, perch&amp;eacute; osserviamo un certo comportamento, come tutto sia legato in una sorta di simbiosi totale.
304 pagine, 1273 fotografie (quasi tutte dell&amp;#39;autore), oltre 850 specie diverse fotografate.

E&amp;#39; possibile acquistarlo on line cliccando qui.
&amp;nbsp;</description>
				<link>http://www.kudalaut.com/moduli/news/site/news_dett.php?idn=5</link>
				<category>Kudalaut News</category>
				<pubDate>22/08/2011</pubDate>
				<author>info@kudalaut.com</author>
			</item>
						<item>
				<title>La cena degli invertebrati.</title>
				<description>La cena degli invertebrati. 
Di Massimo Boyer (testo e foto). 
Pubblichiamo in questa sede articoli sulla biologia marina con l&amp;rsquo;intenzione di fornire uno stimolo ad osservare con attenzione il mondo marino durante l&amp;rsquo;immersione, e di dare una spiegazione a fenomeni che chiunque potrebbe osservare. Questo articolo &amp;egrave; liberamente tratto da un originale pubblicato sulla rivista Subaqva nel giugno 2007.&amp;nbsp; 



&amp;ldquo;Non si conviene anco lo abbandonarsi sopra la mensa, n&amp;eacute; lo empiersi di vivanda amendue i lati della bocca s&amp;igrave; che le guance ne gonfino; e non si vuol fare atto alcuno per lo quale altri mostri che gli sia grandemente piaciuta la vivanda o &amp;#39;l vino, che sono costumi da tavernieri e da Cinciglioni&amp;rdquo;. Cos&amp;igrave; scriveva nel 1500 Monsignor Della Casa, autore del Galateo, da cui sono nate tutte le convenzioni attuali nella nostra societ&amp;agrave; sulle cosiddette buone maniere. Nessuno vi avr&amp;agrave; mai accusato di essere Cinciglioni, ma quante volte nella nostra infanzia abbiamo sentito frasi come &amp;ldquo;Togli i gomiti dal tavolo&amp;rdquo;, &amp;ldquo;Non parlare con la bocca piena&amp;rdquo;, &amp;ldquo;Stai seduto bene a tavola&amp;rdquo;, &amp;ldquo;Finisci gli spinaci prima del dolce&amp;rdquo;? Quante volte abbiamo reagito con un&amp;rsquo;alzata di spalle, sentendo queste raccomandazioni come una limitazione della nostra libert&amp;agrave;&amp;hellip; per poi renderci conto che, dopotutto, essere gradevoli verso gli altri non &amp;egrave; cos&amp;igrave; &amp;nbsp;inutile.
Anche se non siamo tutti esperti di galateo, anche davanti alle 3 forchette non sappiamo da quale iniziare, anche se rifuggiamo da esagerazioni e fanatismi, in generale la maggior parte di noi &amp;egrave; pronta a fare un piccolo sforzo per non risultare sgradevole. E gli animali del mare? Gli animali non hanno convenzioni morali, non uniformano le loro azioni a nessun codice di condotta. Ovviamente il modo con cui mangiano si &amp;egrave; evoluto sotto la pressione di fattori come le difese naturali delle prede, la competizione, e pulirsi la bocca o tenere i gomiti vicini al corpo non hanno nessun valore evolutivo. Stiamo parlando di sopravvivenza, di procurarsi il cibo necessario, il che nella maggior parte dei casi vuol dire uccidere un altro essere.
&amp;Egrave; a titolo di puro divertimento perci&amp;ograve; che faccio qualche considerazione, cercando di rivedere il comportamento alimentare di alcuni animali marini alla luce del galateo. Mi piace fotografare gli animali mentre fanno qualcosa. Anche su questo, alla luce del galateo, forse ci sarebbe qualcosa da dire: voyeurismo? Preferisco definirla curiosit&amp;agrave; scientifica. E comunque spesso la fotografia aiuta il progresso delle scienze marine, mettendo in evidenza fenomeni che altrimenti passerebbero inosservati. Ho fotografato diversi invertebrati in azione, colti nell&amp;rsquo;atto di mangiare, cosa che fanno con modalit&amp;agrave; strane, particolari. Mettiamola cos&amp;igrave;, cerchiamo di immaginare cosa avrebbe potuto pensare Monsignor Della Casa se avesse messo maschera e bombole e gli fosse capitato di osservare alcuni degli spettacoli che vi illustriamo di seguito. Crediamo che avrebbe perlomeno disapprovato. &amp;nbsp;

&amp;nbsp;
Chi ha detto che bisogna mangiare con la bocca chiusa? Le stelle di mare, prive di denti, hanno evoluto una modalit&amp;agrave; di presa dell&amp;rsquo;alimento che esclude la masticazione, ma esaminata nel dettaglio potrebbe risultare sgradevole ai pi&amp;ugrave;. Non avendo materialmente la possibilit&amp;agrave; di tagliare e strappare pezzi della propria preda, se questa &amp;egrave; troppo grande per essere ingoiata intera, che fa la stella di mare? Con la massima naturalezza, l&amp;rsquo;echinoderma rivolta lo stomaco proiettandolo fuori dalla bocca, come si rivolta il dito di un guanto, e adagiandolo sulla superficie della preda (un corallo nel caso della temibile corona di spine, Acanthaster planci) in modo da farvi combaciare la mucosa gastrica, lo digerir&amp;agrave; all&amp;rsquo;esterno per poi risucchiarlo in forma liquida. &amp;nbsp;
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Parenti delle stelle ma pi&amp;ugrave; pacifiche, meno violente, alcune oloturie filtratrici sono in possesso di 10 tentacoli ramificati che estendono nell&amp;rsquo;acqua per intercettare il plancton. Alternativamente ritraggono uno dei tentacoli portandolo verso la bocca e introducendovelo per intero lo succhiano con gusto ripulendolo dei residui di cibo&amp;hellip; Riprovevole, ma in fondo veniale. Nella foto l&amp;rsquo;oloturia Pseudocolochirus violaceusfotografata all&amp;rsquo;isola di Rinca, Indonesia. &amp;nbsp;
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Tra i nemici pi&amp;ugrave; temibili delle stelle di mare, il gasteropode &amp;nbsp;Charonia tritonis. Lo spettacolo di un tritone che smembra una stella di mare per divorarla non &amp;egrave; uno dei pi&amp;ugrave; edificanti, ma d&amp;rsquo;altra parte i gasteropodi a tavola non hanno proprio modi da signorine della buona societ&amp;agrave;, come chiariscono meglio gli esempi seguenti. &amp;nbsp;
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Degno di nota &amp;egrave; il modo di pasteggiare di nudibranchi come Melibe viridis: grossi animali, con un velo orale, un&amp;rsquo;espansione del mantello davanti alla bocca. Potremmo dire che Melibe sia un appassionato di pic-nic. Quando trova un tratto di sabbia pieno di vita, &amp;nbsp;di piccoli crostacei, vermi e altri animaletti, vi stende con entusiasmo il suo velo orale carico di muco appiccicoso, che poi ritira e ingerisce assieme agli animaletti che vi restano invischiati.&amp;nbsp; Forse il primato dell&amp;rsquo;antigalateo spetta ai vermetidi: strani gasteropodi la cui conchiglia rimane fissata al substrato e cresce come il tubo di certi vermi.
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Un vermetide &amp;egrave; in tutto simile a una chiocciola, a parte il fatto che non si porta dietro la casina ma ci vive dentro, fisso. E come mangia? Il vermetide &amp;egrave; un filtratore, per intercettare il plancton di passaggio e il materiale organico trasportato dall&amp;rsquo;acqua, emette dalla bocca un filo di bava, che segue la corrente, si allarga, formando una specie di rete di muco, una ragnatela. Il gasteropode mantiene il controllo della propria rete tenendone una estremit&amp;agrave; in bocca, e, quando si accorge che il muco &amp;egrave; sufficientemente carico di cibo, velocemente lo risucchia. Questo prima che altri animali, tra cui alcuni pesci, glielo possano rubare: un bel velo di muco carico di sostanza organica fa sempre gola&amp;hellip; Siamo al livello delle peggiori barzellette, ma vi stiamo semplicemente raccontando fatti dalla storia naturale dei molluschi.&amp;nbsp;
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Harpa major&amp;nbsp;&amp;egrave; un vero vampiro del reef. Scivola silenzioso e veloce di notte, scandagliando la sabbia con il sifone, un naso sensibilissimo, alla ricerca della preda, nascosta sotto la sabbia, di solito un granchio. Quando lo localizza, l&amp;rsquo;azione diventa frenetica: Harpa espande il suo mantello, e lo usa per avvolgere il malcapitato crostaceo. Immediatamente lo innaffia con un muco vischioso e tossico, che ne fiacca la resistenza e lo soffoca. Le tenere carni della preda vengono infine risucchiate. Nel nostro caso un paguro (Dardanus megistos) attratto dalla scena si avvicina e attacca l&amp;rsquo;Harpa, probabilmente attratto dalla possibilit&amp;agrave; di un pasto facile. Senza scomporsi troppo il gasteropode lo neutralizza con un getto di bava appiccicosa. Il povero paguro si ritira con le chele invischiate in un blob di bava e sabbia, impotente ad attaccare ancora. &amp;nbsp;
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L&amp;rsquo;ascidia appartiene a un gruppo detto tunicati. Il nome fa riferimento alla loro costituzione fisica: gli organi interni sono avvolti e protetti da una tunica, un involucro coriaceo, che ha soltanto due aperture, un sifone orale e uno anale, per la circolazione dell&amp;rsquo;acqua. Molti nudibranchi si nutrono di ascidie, e pasteggiano sulle morbide parti interne, introducendo una proboscide orale attraverso il sifone orale, e sorbendo i visceri, come si beve un colorato cocktail da una cannuccia. Nella foto il nudibranco Nembrotha cristata pasteggia sull&amp;rsquo;ascidia Clavelina robusta&amp;nbsp;
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Lo stesso fanno i vermi piatti, con qualche variante: abbiamo osservato una specie ancora non descritta introdursi completamente all&amp;rsquo;interno di una grossa ascidia, infilandosi attraverso il sifone orale, mangiarne le parti interne, e uscire elegantemente dall&amp;rsquo;involucro svuotato. Estroso. &amp;nbsp;
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I cefalopodi sono acerrimi nemici dei granchi. Quando ne possono acchiappare uno, lo immobilizzano da dietro con le ventose e poi, servendosi del becco acuminato, gli iniettano sostanze che lo paralizzano. Di solito cercano di portare la preda in un posto tranquillo, dove poterla spolpare. Il polpo delle nostre foto, Octopus marginatus, &amp;egrave; noto per utilizzare le conchiglie abbandonate dei molluschi bivalvi come casa: ci si introduce, chiude le valve dall&amp;rsquo;interno, facendo presa con le potenti ventose, e le trasforma in un castello inespugnabile. Ma in questo caso, la pretesa di portarsi a casa i due granchi appena catturati si scontra con ovvie considerazioni di carattere volumetrico&amp;hellip; Ingordo. &amp;nbsp;
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Kakaban &amp;egrave; un&amp;rsquo;isola indonesiana. Era un atollo, cio&amp;egrave; una striscia di terra che circondava una laguna, comunicante con il mare. Circa 11.500 anni fa si sollev&amp;ograve; verso l&amp;rsquo;alto, e il lago perse la comunicazione con il mare. La sua salinit&amp;agrave; cominci&amp;ograve; a diminuire per le piogge. Le popolazioni intrappolate all&amp;rsquo;interno del lago cominciarono a seguire una loro storia evolutiva, prive di contatto con l&amp;rsquo;esterno. Come anche in altri laghi dell&amp;rsquo;Indo-Pacifico (per esempio a Palau, in Micronesia) la comunit&amp;agrave; biologica di Kakaban divenne dominata da una popolazione di meduse, che vivono in simbiosi con alghe unicellulari. I pochi predatori si adattarono a predare le meduse, ovviamente la risorsa alimentare pi&amp;ugrave; abbondante. Ed ecco spiegate le foto: una nuova specie di attinia, esclusiva di Kakaban, voracissima, senza nessuna considerazione per il galateo non esita a riempirsi la bocca con le molli, innocue meduse. &amp;hellip;Cinciglione. &amp;nbsp;</description>
				<link>http://www.kudalaut.com/moduli/news/site/news_dett.php?idn=3</link>
				<category>Kudalaut News</category>
				<pubDate>12/05/2011</pubDate>
				<author>info@kudalaut.com</author>
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				<title>Il ritorno del cavalluccio marino</title>
				<description>Articolo di Massimo Boyer

Kudalaut.com &amp;egrave; stato, a met&amp;agrave; degli anni &amp;rsquo;90 del secolo scorso (eh s&amp;igrave;&amp;hellip;) uno dei primi siti sul web a trattare destinazioni subacquee sotto un&amp;rsquo;ottica prevalentemente biologica, tanto da essere premiato a Antibes nel 1999 come miglior sito web sul mondo subacqueo. Allora su queste pagine web si parlava solo di Indonesia, di Sulawesi, di critters. Altri tempi. Poi sono venuti edge of reef, il Sea db, kudalaut.eu&amp;hellip; kudalaut.com era caduto in letargo.

&amp;nbsp;&amp;Egrave; il momento di svegliarsi, e il cavalluccio marino (kuda laut significa questo, in Indonesiano) si reinventa come vetrina di un&amp;rsquo;agenzia viaggi, offrendovi un ventaglio di destinazioni mondiali con la solita attenzione alle tematiche biologiche. Come prima, cerchiamo il nostro pubblico soprattutto tra i subacquei che amano immergersi con intelligenza, che non si limitano a bagnare l&amp;rsquo;attrezzatura ma tornano da ogni tuffo con qualche nuova immagine nella memoria della macchina fotografica o in quella biologica (quella che abbiamo inserita nel cervello), con tante osservazioni nuove e qualche domanda (sempre).

Se il vostro spirito &amp;egrave; animato dalle stesse pulsioni che spingono noi, apprezzerete le nostre proposte e sarete voi a chiedercene di nuove o a condividere con noi le vostre scoperte. In giro per il mondo, con maschera, erogatore e macchina fotografica.

E soprattutto&amp;hellip; non asciugatevi troppo!
Scriveteci le vostre impressioni, scoperte e esperienze, saremo felici di accoglierle in questa sezione news.

Massimo Boyer</description>
				<link>http://www.kudalaut.com/moduli/news/site/news_dett.php?idn=1</link>
				<category>Kudalaut News</category>
				<pubDate>01/04/2011</pubDate>
				<author>info@kudalaut.com</author>
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						<item>
				<title>Mar Rosso chiama Sub</title>
				<description>Autore: Ornella Ditel
Autore introduzione: Marco Daturi
Autore foto: Adolfo Maciocco

Articolo pubblicato per gentile concessione del sito Scubaportal e degli autori. L&amp;#39;argomento &amp;egrave; di grande attualit&amp;agrave;, sollevando un problema che si ripropone ciclicamente per tutte le destinazioni. La stampa generale privilegia il sensazionalismo e la ricerca del mostro a un&amp;#39;informazione obiettiva, dedica pagine e titoloni a rivolte sociali e a eventi naturali catastrofici, trascurando allegramente gli argomenti che questo articolo considera . Le normali difficolt&amp;agrave; che la gente normale pu&amp;ograve; incontrare non fanno notizia.&amp;nbsp;

&amp;nbsp;Il Mar Rosso &amp;egrave; sempre stato molto generoso con noi sub regalandoci emozioni e colori come pochi altri posti al mondo possono fare. Sharm, Hurgada, Dahab, Marsa Alam e tutte le nostre mete preferite sono rimaste fuori dalle recenti rivolte per la libert&amp;agrave; e giustizia che hanno cambiato le sorti politiche dell&amp;#39;Egitto, eppure queste localit&amp;agrave; del Mar Rosso pagano ancora oggi uno stop al turismo che le sta penalizzando gravemente.&amp;nbsp;
Fortunatamente altri Paesi hanno gi&amp;agrave; riaperto da settimane i voli per il Mar Rosso e anche dall&amp;#39;Italia si pu&amp;ograve; partire in tutta tranquillit&amp;agrave; per le nostre mete preferite del&amp;#39;Egitto.&amp;nbsp;
La ripresa &amp;egrave; ancora un po&amp;#39; rallentata da ingiustificati timori perch&amp;eacute; il Mar Rosso &amp;egrave; -ed &amp;egrave; sempre stato- un angolo di paradiso molto tranquillo e lontano dalle rivolte egiziane.

Mar Rosso chiama sub... rispondiamo sub!!

A noi sub il Mar Rosso ha dato molto e ora tocca a noi restituire parte del favore tornando l&amp;igrave; e cancellando le ingiustificate paure di amici e conoscenti che ci vorrebbero andare ma sono ancora un po&amp;#39; insicuri.

Per spiegare meglio cosa succede in Egitto ho chiesto l&amp;#39;aiuto ad un&amp;#39;amica esperta di turismo e subacquea, Ornella Ditel, una ragazza italiana che lavora a Sharm presso il Camel Dive Club e ha vissuto direttamente tutte le fasi di questo importante momento storico. Segue la sua testimonianza.

Vacanze in Egitto: ecco perch&amp;eacute; questo &amp;egrave; il momento giusto per partire.

Da poco pi&amp;ugrave; di un mese l&amp;rsquo;Egitto non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; lo stesso. Dopo 30 anni di governo di Hosni Mubarak, gli Egiziani hanno detto &amp;ldquo;basta&amp;rdquo; e sono scesi in piazza Tahrir al Cairo e nelle maggiori citt&amp;agrave; per urlare innanzitutto a se stessi, e poi al mondo intero, la loro sete di libert&amp;agrave; e giustizia.
I primi passi verso la democrazia hanno coinvolto soprattutto la giovanissima popolazione, il cui 60% &amp;egrave; composto da ragazzi sotto i 30 anni, che con l&amp;rsquo;aiuto di Twitter e Facebook ha ottenuto ci&amp;ograve; che sino a poco fa sembrava impensabile: le dimissioni del Faraone.
Il legame speciale con l&amp;rsquo;Italia &amp;egrave; noto ai milioni di connazionali che da sempre costituiscono una fetta importante del turismo in Egitto: dal Cairo a Luxor, da Alessandria ad Assuan, passando per Sharm El Sheikh, Marsa Alam e Hurghada dove tutti capiscono e parlano l&amp;#39;Italiano, dove sull&amp;#39;insegna di molti locali sventola il tricolore.

&amp;nbsp;Lo sconsiglio ai viaggi in Egitto diramato dalla Farnesina e il conseguente stop ai voli verso le localit&amp;agrave; del Mar Rosso &amp;egrave; stato ora completamente rimosso, ma ha penalizzato pesantemente il mercato del turismo nel Paese, un elemento fondamentale -e irrinunciabile- del PIL egiziano, che ora pi&amp;ugrave; che mai ha bisogno di stabilit&amp;agrave; e di crescita.
I tour operator italiani, riunitisi per una conferenza stampa a Sharm lo scorso 26 Febbraio, hanno quantificato in maniera precisa il danno economico di questo mese di inattivit&amp;agrave;, specificando che il &amp;ldquo;prodotto Egitto&amp;rdquo; influenza pesantemente anche il mercato del lavoro italiano: circa 20.000 addetti solo nella filiera che ruota intorno al Mar Rosso.

Franco Pecci -presidente di Blue Panorama, uno dei vettori charter pi&amp;ugrave; utilizzati nei collegamenti dall&amp;rsquo;Italia- parla di una perdita di un milione di euro a Febbraio: un numero che non stupisce se si pensa che solo a Sharm il turismo italiano incide per il 30-35% sul totale, con un milione di arrivi all&amp;rsquo;anno per un miliardo e 300.000 euro di fatturato.

Nonostante la situazione nelle localit&amp;agrave; del Mar Rosso sia sempre stata tranquilla e non si siano mai verificati disordini, &amp;egrave; stato altissimo il prezzo pagato alla crisi.
Da un giorno all&amp;rsquo;altro i turisti sono quasi del tutto scomparsi e gli Inglesi si sono ritrovati ad essere gli unici fortunati a godere del mare e delle fantastiche temperature di un pre-primavera particolarmente piacevole.

Dal 26 Febbraio i primi charter hanno ricominciato a partire dall&amp;rsquo;Italia, cos&amp;igrave; come dalla Svizzera, dalla Germania e dalla maggior parte degli altri Paesi europei.&amp;nbsp;
Dal week-end del 5-6 Marzo la programmazione di tutti i tour operator riprender&amp;agrave; gradualmente e le previsioni parlano di un ritorno alla normalit&amp;agrave; con l&amp;rsquo;avvicinarsi delle vacanze pasquali ed estive.
Proprio a Sharm in questi giorni si &amp;egrave; svolta una manifestazione allegra e colorata, in cui centinaia di Egiziani e stranieri, tra cui moltissimi bambini , hanno sfilato accomunati da uno slogan semplice, ma significativo &amp;ldquo;We love Egypt&amp;rdquo;: noi amiamo l&amp;rsquo;Egitto.

&amp;nbsp;Viene allora spontaneo chiedersi come dimostrare questo amore per l&amp;rsquo;Egitto. Come supportare un popolo che ha sempre accolto gli Italiani con calore e allegria? E&amp;rsquo; questo il momento migliore per partire: il mare, forse unico beneficiario del crollo delle presenze, in questo mese ne ha approfittato per arricchire ancora di pi&amp;ugrave; la bellezza della barriera corallina. I sub in questi giorni riferiscono di siti quasi deserti, una temperatura dell&amp;rsquo;acqua sui 23/24 C˚ e fantastiche immersioni dalla barca e dalla riva.

Lo storico Camel Dive Club -a gestione italiana, ma molto rinomato tra i subacquei inglesi- non ha mai sospeso le proprie attivit&amp;agrave; e ha sempre operato con una media di 2/3 barche al giorno verso i siti lungo la costa, a Tiran, Ras Mohamed e al relitto del SS Thistlegorm.

Il numero delle prenotazioni &amp;egrave; per&amp;ograve; nettamente inferiore alla norma, come confermano i tanti istruttori italiani che da Sharm non se ne sono mai andati. Per questo molti diving propongono offerte speciali per pacchetti immersioni e corsi, o estendono quelle gi&amp;agrave; in programma sino ad Aprile inoltrato.&amp;nbsp;
Cos&amp;igrave; i locali notturni, anche questi sempre funzionanti, hanno in generale rivisto al ribasso i propri listini per incoraggiare la ripresa.

Sulla stessa linea, le agenzie di viaggio italiane offrono un&amp;rsquo;ampia scelta di occasioni per pacchetti vacanza nelle ottime strutture del Mar Rosso, senza esagerare per&amp;ograve;. Sembra infatti chiara la tendenza degli operatori: incoraggiare le partenze con prezzi interessanti, senza per questo svilire una destinazione gi&amp;agrave; molto conveniente.

&amp;nbsp;Per gli agenti di viaggio non &amp;egrave; stato facile dirottare le vendite su altre mete: &amp;egrave; infatti praticamente impossibile trovare un equivalente ad una vacanza in Mar Rosso in questa stagione: temperature ottime a meno di 4 ore di volo, una barriera corallina tra le migliori al mondo, ma soprattutto un eccellente rapporto qualit&amp;agrave;/prezzo.

Pochi quindi i dubbi sul da farsi, per chi sta pensando alle prossime vacanze. L&amp;rsquo;Egitto ha cambiato la sua storia, mostrando al mondo la sua forza pacifica e la sua voglia di crescere, ma ha bisogno di noi e della nostra voglia di viaggiare, per scoprire e riscoprire questa terra ricca di storia, natura e umanit&amp;agrave;.

Ornella Ditel

E&amp;#39; assolutamente vietata la riproduzione, anche parziale, del testo e delle foto presenti in questo articolo, senza il consenso dell&amp;#39;autore.
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				<link>http://www.kudalaut.com/moduli/news/site/news_dett.php?idn=2</link>
				<category>Kudalaut News</category>
				<pubDate>01/04/2011</pubDate>
				<author>info@kudalaut.com</author>
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