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Kudalaut viaggi subacquei naturalistici - eventi speciali - fotografia

Il mondo della subacquea, già piccolo di per sé, mostra una evidente (preoccupante? inevitabile?) tendenza a frammentarsi in partitelli e in correnti. Ci sono i subacquei tecnici,  i fanatici di relitti, gli speleosub, gli apneisti. Ci sono i comodi, che possono considerare di immergersi solo se la temperatura dell'acqua supera i 27°, ci sono quelli che si immergono tanto per fare qualcosa con lei/lui ma fondamentalmente farebbero volentieri altro...
Infine c'è la folta schiera dei subacquei naturalisti: uomini e donne che si immergono in qualsiasi specchio d'acqua mossi soprattutto dal desiderio di vedere qualche strana forma di vita. Sì, perché alla fine di conti, una volta immersi, una volta che gli occhi e le orecchie abbiano oltrepassato quel diaframma che separa nettamente due mondi, una volta che siamo passati nel mondo di sotto dove sentiamo solo il nostro respiro e ogni tanto i rumorosi richiami del compagno di immersione, possiamo trovarci sul più bel reef indonesiano o nella fontana dei giardinetti pubblici, ma di fatto siamo in un altro mondo, popolato da esseri strani e unici. E come subacquei abbiamo la fortuna, il privilegio e la responsabilità di poter osservare questo paese delle meraviglie, di poterlo descrivere ai nostri amici e tramandare alle generazioni future.
Ecco: di poterlo descrivere. Questa è la chiave, la molla che spinge molti,  dopo che per l'ennesima volta cercano inutilmente di spiegare all'amico rimasto a prendere il sole, incuriosito dalla nostra espressione beata, com'è fatto un nudibranchio, a procurarsi la prima macchina fotografica subacquea. Così la prossima volta glielo faccio vedere!
La delusione quando l'amico, guardando la nostra foto verdastra al centro della quale si srotola la piccola macchietta rosa, dice: «Tutto qui? Ma potevi dirmelo che era un bacherozzo...», ci porta a confrontare il risultato dei nostri sforzi con le foto delle riviste, o che i professionisti pubblicano su internet... in effetti sono diverse, ma come fanno?
E siamo arrivati al dunque: lo scopo di questo manuale di fotografia naturalistica subacquea non è quello di insegnarvi a fotografare. Per questo esistono fior di manuali di tecnica di base, che vi spiegheranno tutto sulla luce e su come si modifica sott'acqua, su tempi e diaframmi, sul flash e sul  bilanciamento del bianco, in poche parole su come dipingere con la luce (o fotografare, è lo stesso), sopra e sotto l'acqua. Lo scopo che mi prefiggo invece è quello di prendere per mano tutti gli aspiranti fotografi della natura subacquea e insegnare loro come fotografare meglio gli animali e le piante che popolano le nostre immersioni. Come cercare il soggetto migliore, come comporre la fotografia isolando il soggetto dallo sfondo, come domare la tecnica per sfruttare le occasioni, come scegliere i dettagli più significativi che raccontano qualcosa di come vive il nostro soggetto, come arrivare a fotografare gli animali mentre fanno qualcosa, a fotografare il comportamento.

(da Massimo Boyer, 2013 - La fotografia naturalistica subacquea. Tra tecnica, arte, scienza. Ed. Magenes)
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I viaggi naturalistici di Massimo Boyer

con workshop di fotografia naturalistica

Vedi il programma 2015.



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Vedi anche il programma 2015

dei workshop mediterranei

a Capo Noli.




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